Grado A e Grado B: cosa significano davvero nei lotti vintage all'ingrosso
Se hai iniziato da poco a cercare fornitori di abbigliamento vintage all'ingrosso, avrai notato che quasi ogni lotto riporta una sigla: Grado A, Grado A/B, a volte Grado B. Non è una scala universale scritta da qualche autorità — è un sistema che ogni grossista definisce a modo suo, e capirlo bene ti evita brutte sorprese quando il pacco arriva.
Cosa intendiamo noi per Grado A
Un capo Grado A è un pezzo in condizioni ottime: nessun buco, nessuna macchia visibile, cerniere e bottoni funzionanti, stampe non scrostate. È il capo che, fotografato bene, puoi mettere in vendita così com'è, senza dover scrivere "piccolo segno di usura" nella descrizione.
Cosa intendiamo per Grado B
Grado B non vuol dire rovinato. Vuol dire un piccolo segno d'uso reale: un'etichetta leggermente sbiadita, un filo tirato, un bottone diverso dagli altri per una riparazione fatta bene. Sono capi comunque vendibili, spesso a un prezzo leggermente più basso, ma vanno controllati pezzo per pezzo prima di fotografarli per la rivendita.
Perché la percentuale conta più della sigla
La domanda giusta da fare a un fornitore non è "è grado A?" ma "che percentuale del lotto è grado B?". Un lotto "Grado A/B" con il 5% di pezzi B è molto diverso da uno con il 40%. Nei nostri lotti, ad esempio, il grado B non supera mai il 10% del totale — te lo scriviamo sempre nella scheda prodotto, non solo nel nome.
Come controllare un lotto appena arrivato
- Apri tutto prima di fotografare, non fidarti della foto del fornitore per ogni singolo pezzo
- Dividi subito i capi in due pile, A e B, così quando fai gli annunci sai già come descriverli
- Segna a parte i pezzi che ti sembrano fuori standard — un buon fornitore accetta la segnalazione
Se stai cercando lotti vintage graduati in modo trasparente, puoi vedere i lotti disponibili su JANVS — ogni scheda riporta grado, quantità e mix di brand prima ancora che tu ordini.