Wholesale Vintage · Italia
JANVS
0%
← Torna all'Academy04/10/2026

Tasse su Vinted: quando e quanto si paga, anche senza Partita IVA

"Devo pagare le tasse su quello che vendo su Vinted?" è una domanda diversa da "mi serve la Partita IVA?", anche se spesso vengono confuse. Puoi dover dichiarare un guadagno anche restando privato, e puoi restare privato anche vendendo abbastanza da superare le soglie di cui Vinted ti avvisa. Questa guida si concentra proprio sulla parte fiscale, caso per caso.

Calcolatrice e modulo fiscale accanto a un maglione vintage

Il primo distinguo: vendi tue cose o compri per rivendere?

È la domanda che determina tutto il resto.

  • Vendi vestiti tuoi, comprati per uso personale: di norma non c'è nulla da dichiarare, perché li rivendi a un prezzo più basso di quanto li hai pagati — non c'è un guadagno fiscalmente rilevante.
  • Compri per rivendere, anche solo qualche lotto ogni tanto: qui il guadagno (prezzo di vendita meno costo di acquisto) è fiscalmente rilevante, e va dichiarato in un modo o nell'altro.

Vendita occasionale: redditi diversi, non reddito d'impresa

Se compri e rivendi vintage in modo saltuario, senza organizzazione né regolarità, il guadagno rientra tra i "redditi diversi" (articolo 67 del TUIR) e va indicato nel quadro RL della dichiarazione dei redditi. Non serve la Partita IVA per questo. In pratica:

  • Si dichiara la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto di ogni operazione, non l'intero incasso.
  • Non c'è un'aliquota fissa: il reddito si somma agli altri tuoi redditi e si tassa secondo gli scaglioni IRPEF ordinari.
  • Non ci sono contributi INPS da versare su questi redditi occasionali.

Esempio indicativo. Hai comprato un Mini Pack a 44,90€ e rivenduto i 5 capi per un totale di 110€. Il guadagno da dichiarare è 65,10€ (110 − 44,90), non i 110€ incassati. Su un'operazione isolata, l'impatto fiscale reale è spesso contenuto — ma va comunque dichiarato.

Quando l'occasionale diventa abituale

Non esiste un numero preciso di vendite che fa scattare automaticamente l'obbligo di Partita IVA, ma alcuni segnali indicano che non sei più "occasionale":

  • compri lotti con regolarità, ad esempio ogni mese;
  • hai organizzato un minimo di attività: foto, spedizioni, gestione annunci con costanza;
  • l'attività genera un flusso di reddito ricorrente, non operazioni isolate.

In questo caso si parla di attività d'impresa, anche se piccola, e la Partita IVA diventa necessaria — a prescindere da quanto guadagni esattamente. I dettagli su come aprirla e il regime forfettario sono nella guida Partita IVA per chi rivende vintage.

Le soglie DAC7: cosa succede quando le superi

Dal 2023 Vinted, come tutte le piattaforme online, applica la direttiva europea DAC7: se in un anno superi 30 vendite oppure 2.000 euro di incassi, la piattaforma ti chiede dati come il codice fiscale e li comunica all'Agenzia delle Entrate.

Smartphone e banconote euro accanto a una camicia vintage

Due cose da capire bene su queste soglie:

  • Non sono una tassa in sé. Superarle significa solo che l'Agenzia delle Entrate riceve i tuoi dati di vendita, non che devi versare qualcosa automaticamente per questo motivo.
  • Non sono una soglia di esenzione. Se compri per rivendere con regolarità, l'obbligo fiscale esiste anche restando sotto le 30 vendite o i 2.000 euro — le soglie DAC7 riguardano la comunicazione dei dati, non la tua situazione fiscale di fondo.

Cosa rischi a non dichiarare

Con i dati DAC7 che Vinted comunica, l'Agenzia delle Entrate può incrociare le tue vendite con la dichiarazione dei redditi. Se i numeri non tornano — vendite regolari e consistenti ma nessun reddito dichiarato — il rischio è un accertamento, con sanzioni che si aggiungono alle imposte dovute. Per vendite realmente occasionali e di importo contenuto il rischio pratico è basso, ma cresce rapidamente con volume e regolarità: non è una scommessa che valga il risparmio di una dichiarazione da poche decine di euro.

Un esempio pratico: fine anno, cosa guardare

Se durante l'anno hai venduto vestiti tuoi e anche qualche capo comprato per rivendere, a fine anno conviene separare le due cose: tieni un elenco semplice (data, capo, prezzo di acquisto se comprato per rivendere, prezzo di vendita) solo per le operazioni di compravendita vera e propria. Sulle tue cose personali vendute in perdita non c'è nulla da segnare. Sul resto, calcoli la differenza e la porti al tuo CAF o commercialista per la dichiarazione — anche una singola operazione occasionale va indicata, anche se l'importo è piccolo.

Quando conviene smettere di essere "occasionale"

Se ti accorgi che stai comprando lotti con regolarità e il reddito diversi inizia a diventare un flusso costante più che un'eccezione, conviene valutare l'apertura della Partita IVA prima che sia l'Agenzia delle Entrate a farlo notare. Il regime forfettario, con un'imposta ridotta per i primi anni, è pensato proprio per chi parte in piccolo: trovi tutti i passaggi nella guida Partita IVA per chi rivende vintage, incluso l'esempio di calcolo con il regime forfettario e il passaggio a Vinted Pro.

Domande frequenti

Devo pagare le tasse se vendo solo i miei vestiti usati?

Di norma no, se li vendi a un prezzo inferiore a quanto li hai pagati: non c'è un guadagno fiscalmente rilevante.

Cosa succede se supero 30 vendite su Vinted?

Vinted comunica i tuoi dati fiscali all'Agenzia delle Entrate secondo la normativa DAC7. Non si tratta di una tassa automatica, ma la tua situazione fiscale deve comunque essere in regola.

Come dichiaro un guadagno occasionale da Vinted?

Nel quadro RL della dichiarazione dei redditi, come redditi diversi, indicando la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto di ogni operazione.

Serve la Partita IVA se vendo meno di 2.000 euro all'anno?

Dipende da come vendi, non da quanto. Se compri per rivendere con regolarità è un'attività d'impresa anche sotto quella cifra; se sono operazioni isolate, restano redditi diversi.

Le tasse sono diverse se vendo anche su Depop o eBay?

No, il criterio fiscale (occasionale vs abituale, redditi diversi vs reddito d'impresa) è lo stesso indipendentemente dalla piattaforma: conta come vendi, non dove.

Questa guida ha scopo informativo, riassume regole generali e non sostituisce la consulenza di un commercialista sul tuo caso specifico.

Se stai valutando di iniziare a comprare stock con regolarità, parti da un box vintage da 5 o 10 pezzi per testare il lavoro prima di affrontare la parte fiscale più strutturata.